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 World War II - RAF PilotsVedere l’argomento precedente Vedere l’argomento seguente Andare in basso 
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mik_re




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MessaggioOggetto: World War II - RAF Pilots   Gio Mag 15, 2008 8:48 pm


Maggiore Neville Duke
Nato a Turnbridge, nel Kent, Neville Duke entrò nella RAF nel giugno del 1940.
Cominciò le operazioni nell’aprile del 1941, qundo fu assegnato al 92° Squadron che all’epoca effettuava incursioni offensive sopra la francia occupata con gli spitfire Mk V.
In diverse occasioni volò come gregario del tenente colonnello Sailor Malan, che allora guidava lo stormo di biggin Hills.
Ottenne la sua prima vittoria aerea il 25 giugno 1941 quando abbatte un Bf 109F al largo di Dunkerque.
Nell'autunno del 1941 fu inviato in Medio Oriente, dove entrò a far parte del 112° Squadron che volava sui Tomahwak e poi sui Kittyhawk.
Da allora le sue vittorie aumentarono rapidamente, ed entro la fine di febbraio raggiunsero un totale di otto confermate e tre probabili.
Nell'aprile del 1942 Duke fu assegnato alla Scuola caccia di El Ballal, in Egitto come istruttore.
Nel novembre seguente ritornò alla sua vecchia unità: il 91° Squadron, che si era allora trasferito in Tunisia con i suoi Spitfire Mk V.
Duke divenne un capopattuglia in seno alla squadriglia, e le sue vittorie aumentarono tanto che nel marzo del 1943 fu insignito della Distinguished Service Order.

Nel giugno del 1943 terminò il suo secondo periodo operativo e fu promosso maggiore e assegnato alla 73a Unità di addestramento operativo ad Abu Sueir, in Egitto, come istruttore capo.
Nel marzo del 1944 fu nominato comandante del 145° Squadron in Italia, unità equipaggiata con gli Spitfire Mk VIII.
Il settembre successivo concluse quel turno di servizio e fu di nuovo assegnato in Inghilterra.
Il suo totale di vittorie ammontava ora a 26 aerei distrutti personalmente (otto con gli Spitfire Mk VIII o IX) e due in coppia, 1 probabilmente distrutto, 6 danneggiati individualmente e 2 distrutti in coppia al suolo e 1 probabilmente distrutto in coppia al suolo.
Questo fece di Duke il miglior asso tra i piloti della RAF nel teatro del Mediterraneo.

Nel gennaio del 1945 divenne pilota collaudatore presso la Hawker Aircraft Company.
Dopo aver completato il corso alla Empire Test Pilot's School di Cranfield, entrò nel giugno 1946 nella High Speed Flight della RAF, prima di essere assegnato al personale direttivo dell'Aircraft and Armament Experimental Establishment di Boscombe Down ai primi del 1947.
Nel giugno del 1948 si congedò dalla RAF e assunse un incarico come pilota collaudatore con la Hawker Aircraft Ltd.
Nel 1951 divenne capo pilota collaudatore, e in questa posizione fu responsabile della direzione del programma di collaudi di volo per il nuovo caccia a reazione Hunter.
Nel 1953, volando con un Hunter appositamente modificato, portò il record mondiale di velocità aerea a 1.163 km/ora.
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mik_re




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MessaggioOggetto: Re: World War II - RAF Pilots   Gio Mag 15, 2008 8:54 pm

Captain Colin F. Gray

Nato a Christchurch, in Nuova Zelanda, Gray si arruolò nella RAF nel 1938. Dopo aver completato il suo addestramento al vola, nel novembre 1939 fu assegnato al 54° Squadron, volando con lo Spitfire Mk I.
Entrò per la prima volta in azione durante le operazioni per coprire l'evacuazione di Dunkerque, e la sua prima vittoria confermata fu un Bf 109 abbattuto presso Gravelines il 25 maggio 1940.
Durante gli intensi combattimenti aerei dei mesi immediatamente successivi, fu frequentemente in azione, e alla fine della Battaglia d'Inghilterra il suo totale ammontava a 16 aerei nemici abbattuti e 1 probabilmente distrutto.
Nel 1941 trascorse brevi periodi di servizio con il 1°, il 41°, il 43°, il 54°, il 403° e il 616° Squadron, aggiungendo solo due vittorie alla sua lista prima di essere distaccato presso il quartier generale per un turno di riposo.
Nel settembre del 1941 ritornò ai voli operativi con il 403° e il 616° Squadron, prima di assumere il comando del 64° Squadron equipaggiato con gli Spitfire Mk IX.
Gray fu poi inviato in Tunisia e, dopo un breve periodo come ufficiale di stato maggiore presso il quartier generale del 333° Group, assunse il comando dell'81 ° Squadron, che si stava allora riequipaggiando con gli Spitfire Mk IX. Con questa unità egli aggiunse altre cinque vittorie al suo totale, e nel maggio 1943 fu promosso tenente colonnello.
Condusse in azione il 322° Stormo durante l'invasione della Sicilia e le operazioni che seguirono.
Nell'ottobre del 1943 ritorno in Inghilterra per completare un altro turno di servizio come ufficiale di stato maggiore.
Nel luglio del 1944 comando prima lo stormo di Detling e poi quello di Lympne per brevi periodi durante le operazioni contro le bombe volanti V1.
Alla fine della guerra il suo elenco di vittorie ammontava a 27 aerei nemici distrutti personalmente (7 ai comandi dello Spitfire Mk IX) e 2 in coppia, 6 probabilmente distrutti individualmente e 4 in coppia, e 12 danneggiati, il che faceva di lui il pilota da caccia neozelandese con il più alto numero di successi. Dopo la guerra rimase nella RAF, raggiungendo il grado di colonnello.


Il 25 maggio il 54° Squadron scortava una formazione di Farey Swordfish dell'aviazione navale in un'azione di bombardamento delle truppe tedesche fra Gravelines e Calais.
I biplani portarono a termine il loro attacco senza incontrare opposizione e presero la via di casa.
Non appena questi furono al siuro sulla rotta del ritorno, gli Spitfire furono liberi di dirigersi verso sud, in cerca di guai.
Li trovarono subito, come più tardi riferì il sottotenente Colin Gray:
"All'improvviso, ci ritrovammo nel bel mezzo di un gruppo di 109.
Aprii il fuoco su uno di essi, ma mi fermai quando notai del fumo che veniva su dalle mie ali.
Ne fui scosso; pensai che qualcuno mi stesse sparando.
Mi ripresi bruscamente, ma non c'era nessuno .
Ciò che avevo visto era il fumo di cordite che fuoriusciva dalle mie stesse armi. Guardai indietro verso il Messerschmitt e vidi il sergente John Norwel nella sua scia di coda e il pilota tedesco che si lanciava col paracadute."
Norwel e Gray sarebbero poi stati accreditati congiuntamente dell'abbattimento del Messerschmitt.
Quando il caccia tedesco precipitò, Gray rimase a guardarlo per troppo tempo, un errore che stava per costargli la vita.
"All'improvviso, ci fu un baccano d'inferno, come se qualcuno stesse strusciando una spranga su una lamiera ondulata.
La barra di comando mi saltò via dalle mani e andò a sbattere sui lato sinistro della carlinga,il mio aereo entrò in avvitamento.
Afferrai la barra e la tirai all'indietro, lo Spit rispose immediatamente e cominciò a risalire.
Mi voltai, ma non vidi nessuno: il pilota tedesco non aveva commesso l'errore di starmi a guardare mentre cadevo.
Diedi tutta potenza e continuai la mia arrampicata - l'indicatore di velocità segnava circa 450 km/h e pensai: è maledettamente meraviglioso!
(la velocità normale per uno Spitfire in salita rapida era indicata in circa 352 Km/h).
Ma subito dopo, mentre continuavo ad arrampicarmi, lo Spitfire cominciò a vibrare e sembrò che stesse quasi per stallare.
Non riuscivo a capire, la lancetta indicava ancora 450 km/h
Poi compresi cos'era successo: il mio tubo di Pitot era volato via e la lancetta si era bloccata sulla velocità di 450 km/h.
"Riportai l'aereo in volo livellato e feci il punto della situazione.
Un colpo di cannone aveva attraversato l'alettone sinistro, ed era stato questo a strapparmi la barra dalle mani e a portare il mio aereo nell'avvitamento che mi aveva liberato dal Messerschmitt.
L'indicatore di velocità era andato e non c'era più pressione dell'aria e idraulica.
Ciò voleva dire che non avevo più nè flaps , nè freni, e non potevo abbassare il carrello d'atterraggio usando il sistema idraulico principale.
Quando cominciai ad avvicinarmi a Hornchurch feci uscire il carrello utilizzando il sistema d'emergenza ad anidride carbonica e vidi le due luci verdi che si accendevano per indicare che le ruote erano fuori e bloccate.
L'atterraggio fu molto difficile.
Con i flaps alzati si veniva giù in una maniera alquanto diversa da quella consueta e, naturalmente, non avevo idea di quale fosse la mia velocità.
(la lancetta indicava ancora 450 km/h !).
Al primo tentativo, mi avvicinai troppo velocemente.
Il coman dante della base di Hornchurch, il tenente colonnello 'Daddy' Bouchier, stava osservando la mia esibizione e fu sentito esclamare
'Quello sciocco e’ troppo veloce. Non ce la fara mai !'.
Aveva ragione.
Avevo quasi poggiato le ruote sulla pista, capii che non ce l'avrei fatta e decollai di nuovo.
Al secondo tentativo mi tenni in posizione ben arretrata rispetto all'aeroporto e portai l'apparecchio fino a poco sopra la velocità di stallo.
Questa volta riuscii ad atterrare, e non appena toccai il suolo, il cavo del timone si spezzò e la barra di comando mi crollò sullo stomaco.
L'esame dello Spitfire nei giorni seguenti rivelò che un colpo di cannone era passato attraverso il portello d'ispezione nella parte posteriore della fusoliera.
Le sue schegge avevano perforato il rivestimento tutt'intorno, facendolo assomigliare a una grattugia.
Le bombole dell'aria compressa erano state messe fuori uso, come pure le batterie.
C'erano fori di proiettile sopra e sotto la fusoliera e, naturalmente, il colpo di cannone che aveva attraversato l'alettone. Dai fori di entrata e di uscita dei proiettili era chiaro che il Messerschmitt aveva picchiato su di me da destra e da sopra; era stata davvero una bella dimostrazione di tiro angolato.
Lo Spitfire (N3173) venne messo sui cavalletti e la gente di Vickers fu invitata ad ammirarlo per constatare quanti danni gli fossero stati inferti.
Era il primo aereo di Hornchurch duramente colpito che fosse riuscito a tornare indietro.



Tratto da Aerei Militari
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MessaggioOggetto: Re: World War II - RAF Pilots   Gio Mag 15, 2008 8:58 pm


Flt Lt Richard "Dick" Audet
Nessun resoconto sugli assi degli Spitfire delle ultime versioni può dirsi completo senza menzionare la breve ma brillante carriera del franco-canadese Richard "Dick" Audet.
Questi si guadagnò il brevetto da pilota nell'ottobre del 1942 e fu inviato in Inghilterra, ma una volta laggiù trascorse la maggior parte dei successivi due anni volando con unità di seconda linea, inclusa una squadriglia di cooperazione con l'esercito impegnata nel traino di bersagli per l'addestramento degli artiglieri dell'antiaerea.
Questi monotoni incarichi gli permisero tuttavia di accumulare un gran numero di ore di volo e una vasta esperienza nel pilotaggio degli aerei.
Nel settembre del 1944, con il grado di capitano, fu assegnato al 411°Squadron equipaggiato con Spitfire Mk IX, e il mese successivo fu nominato capo-pattuglia.
Il 28 dicembre del 1944 aveva effettuato 52 sortite operative, ma pur avendo compiuto numerosi attacchi su obiettivi al suolo, non si era mai trovato nel posto giusto al momento giusto per impegnare in aria velivoli nemici.

La situazione cambiò di colpo il 29 dicembre.
La battaglia delle Ardenne era in pieno svolgimento e la forza da caccia tedesca era impegnata in un grande sforzo per coprire i decolli dei cacciabombardieri a reazione Me 262 dal campo di Rheine, presso Osnabriick, per permettere loro di attaccare le posizioni delle truppe Alleate nell'area.
Poco dopo mezzogiorno, gli Mk IXE del 411° Squadron furono mandati in volo da Heesch in Olanda e spediti di pattuglia sopra Rheine a 3.150 metri. Improvvisamente Audet, che guidava la Sezione Gialla, scorse sotto di se una dozzina di caccia nemici.
"L'avversario era costituto da quattro Messerschmitt 109 e otto Focke Wulf 190, che volavano in linea di fila.
Io attaccai un Me 109, l'ultimo aereo della formazione.
A 200 metri aprii il fuoco, e vidi colpi a segno su tutta la fusoliera e le radici alari.
Il 109 s'incendiò subito e fu visto lasciare dietro di se una scia di fumo nero
A questo punto cominciai a girare in un cerchio difensivo, finche non scorsi un Fw 190.
Attaccai tuffandomi da 230 metri fino a 100, con un angola di 30 gradi rispetto alla sua scia.
Vidi colpi a segno sull'abitacolo e sulla fusoliera posteriore.
Prese fuoco.
Scorsi il pilota riverso sui comandi.
Davanti vi era un 109 che scendeva in leggera picchiata.
Cabrò bruscamente e il tettuccio volò via.
Sparai una breve raffica da circa 270 metri e l'aereo si rovesciò in picchiata.
Il pilota tentò di lanciarsi, ma il suo paracadute si strappò in brandelli.
Vidi il 109 schiantarsi al suolo e disintegrarsi in tanti frammenti fiammeggianti.
Avvistai poi un Fw 190 con uno Spitfire alle calcagna, inseguito a sua volta da un altro Fw 190.
Ordinai a quel pilota (uno della mia Sezione Gialla) di interrompere il contatto e attaccai il 109 da dietro.
Scendemmo in una ripida picchiata.
Aprii il fuoco da 230 metri e l'aereo tedesco prese fuoco.
Lo vidi cadere a terra e bruciare.
Parecchi minuti dopo, mentre tentavo di riorganizzare la mia sezione, avvistai un Fw a circa 600 metri.
Andai in picchiata su di lui, e quello virò contro di me dalla destra.
Poi si buttò in virata sulla sinistra, e tentò un attacco frontale.
Rallentai per attendere che arrivasse a portata di tiro.
A circa 180 metri tirai una breve raffica.
Non riuscii a vedere alcun colpo andare a segno, ma il tedesco sbandò violentemente e continuò cosi fino a schiantarsi."
Audet fece buon uso del suo mirino giroscopico durante l'azione e la sua impresa, cinque caccia nemici abbattuti nel corso di una singola sortita, fu testimoniata da altri piloti della sua squadriglia e riconfermata dall'analisi della documentazione fotografica della sua macchina da presa.
Durante la stessa azione, altri piloti della sua unità reclamarono la distruzione di tre caccia nemici.
Le tre unità tedesche coinvolte nell'azione di copertura, il 6°, il 27° e il 54° Jagdgeschwader, subirono perdite molto pesanti; le prove indicarono che i tre Fw 190 segnalati da Audet appartenevano tutti alla 9a Staffel del JG 54.
Dick Audet ricevette per la sua impresa la Distinguished Flying Cross, e dopo aver raggiunto lo status di asso in una sola sortita, continuò a dimostrare che non si era trattato di un evento casuale.
Nel corso del gennaio 1945 aggiunse altre cinque vittorie aeree al suo attivo, incluso un Me 262.
Audet rimase ucciso il 3 marzo, quando il suo aereo fu abbattuto dall'antiaerea durante un attacco di mitragliamento su un'installazione ferroviaria.
Al momento della morte, il suo totale era di dieci aerei nemici distrutti individualmente e uno in coppia, un aereo danneggiato e uno distrutto al suolo.



Tratto da Aerei Militari
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MessaggioOggetto: Re: World War II - RAF Pilots   Gio Mag 15, 2008 9:15 pm

tenente Emanuel Galitzine
1° Duello ad alta quota
Mentre si combattevano le battaglie aeree sopra Dieppe, la Luftwaffe stava completando le ultime preparazioni per aprire una nuova fase dei suoi attacchi sugli obiettivi inglesi.
Alcuni giorni dopo, lo Hohenkampfkommando (Distaccamento Bombardieri d' Alta Quota), con due bombardieri Junker Ju 86R, arrivò a Beauvais, nella Francia settentrionale, pronto a cominciare le operazioni.
Lo Ju 86R era spinto da due motori diesel sovralimentati e con iniezione di protossido di azoto per fornire ulteriore potenza a quote estremamente elevate.
Il bombardiere non era decisamente un fulmine, visto che la sua velocità massima era di poco superiore ai 320 km/ora, ma con le sue ali lunghe e appuntite, per un'apertura di 31,5 metri, poteva raggiungere altitudini attorno ai 13.500 metri.
Questo, si pensava, gli avrebbe permesso di attaccare impunemente di giorno gli obiettivi in Gran Bretagna.
Il carico di bombe consisteva in un unico ordigno da 250 kg, ma agli occhi della Luftwaffe la cosa più importante era ottenere il massimo effetto propagandistico con una serie di attacchi diurni contro i quali le difese aeree britanniche sarebbero apparse impotenti.
Gli Ju 86R colpirono per la prima volta il 24 agosto, quando un aereo bombardò Camberley e l'altro Southampton.
Il Fighter Command fece decollare 15 Spitfire Mk V, nessuno dei quali riuscì però a intercettare i due bombardieri che volavano ad alta quota.
Il giorno seguente uno degli incursori fece ritorno.
L'apparecchio tedesco seguì un percorso tortuoso che lo portò sopra Southampton e poi a nord di Londra, facendo entrare in azione le sirene d'allarme aereo e costringendo la popolazione di una vasta fascia dell'lnghilterra sud-orientale a cercare rifugio nei ricoveri.
L'unica bomba fu sganciata su Stansted, dopodichè l'aereo sorvolò i quartieri orientali di Londra e lasciò la costa a Shoreham.
Furono fatti decollare nove Spitfire V, ma ancora una volta i caccia non riuscirono neppure ad avvicinarsi all'intruso.
Nelle successive due settimane e mezza gli Ju 86R compirono nove incursioni sull'Inghilterra, sempre senza incontrare un'effettiva interferenza da parte della caccia.
Tuttavia, il periodo di impunità dei bombardieri ad alta quota stava rapidamente volgendo al termine.
Identificata la natura della minaccia, per contrastarla il Fighter Command ordinò la costituzione di una nuova unità, lo Special Service Flight [Pattuglia per servizi speciali], a Northolt.
L'avversario ideale dello Ju 86 R sarebbe stato lo Spitfire Mk VII, ma questa variante non era pronta per le operazioni.
Come rimedio temporaneo la pattuglia fu dotata di due Mk IX specificamente alleggeriti per operazioni ad altissima quota.
Tutta la blindatura e le attrezzature non necessarie furono asportate.
Furono ugualmente rimosse le quattro mitragliatrici, lasciando come armamento solo due cannoni Hispano da 20 mm.
Il 12 settembre uno degli Ju 86R fece rotta sulla Manica per portare un nuovo attacco, ma stavolta i difensori erano pronti.
Il tenente Emanuel Galitzine fu mandato a intercettare l'apparecchio nemico, e dopo una rapida salita a 12.000 metri avvistò il bombardiere sopra il Solent, leggermente più in alto sulla destra.
Più o meno nello stesso istante fu scorto dall'equipaggio dell'aereo tedesco, il cui pilota sganciò la bomba e diede tutta manetta nel tentativo di superare il caccia in salita.
Lo Spitfire alleggerito fu però in grado di salire più velocemente, e il suo pilota si portò in posizione di attacco dietro lo Ju 86R, poco più in alto:
"Mi posizionai per l' attacco e picchiai fino a circa 60 metri dalla sua coda, quando aprii il fuoco con una raffica di tre secondi.
Alla fine del passaggio il cannone di sinistra si inceppò e lo Spitfire sbandò sulla destra; poi, mentre attraversavo la scia del bombardiere, il mio tettuccio si appannò.
Ci volle un minuto perchè si ripulisse completamente, e in quel lasso di tempo mi riportai in quota per l'attacco successivo.
Quando lo vidi di nuovo, lo Junker stava procedendo verso est, tentando di fuggire sul mare.
Sapevo che dovevo incollarmi dietro di lui se volevo avere una qualche probabilità di piazzare i colpi, dal momento che sarebbe stato difficile mantenere allineato lo Spitfire mentre il cannone i destra sparava e l'aereo iniziava a imbardare.
Mi tuffai nuovamente in picchiata per l'attacco, ma quando ero ancora a un centinaio di metri il bombardiere si lanciò in una sorprendente virata stretta sulla destra.
Aprii il fuoco, ma lo Spitfire imbardò e perse molta quota.
lnterruppi l’azione, gli girai attorno e mi riportai a 13.200 metri."
Manovrando astutamente, l'equipaggio del bombardiere evitò i due successivi attacchi, poi Galitzine perse di vista il suo avversario in un banco di foschia. Poichè cominciava ormai ad essere a corto di carburante, tornò indietro e rientrò a Tangmere.
Lo Ju 86R atterrò a Caen, con dei fori a segnalare i punti dove le pallottole perforanti da 20 mm avevano attraversato l'ala sinistra.
Il rapporto dell'equipaggio tedesco sull'intercettazione rese chiaro che lo Spitfire era stato in grado di superare in velocità ascensionale lo Ju 86R.
Quest'ultimo oramai non era più immune dall'attacco dei caccia e, a meno di tre settimane dal loro inizio, le operazioni del Hohenkampfkommando furono bruscamente interrotte.
L'azione del 12 settembre 1942 tra lo Spitfire di Galitzine e lo Ju 86R sarebbe rimasta il duello aereo combattuto a più alta quota nel corso della Seconda Guerra Mondiale.


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MessaggioOggetto: Re: World War II - RAF Pilots   Sab Mag 17, 2008 3:40 pm

Maggiore Lance Wade
Nato in Texas, negli Stati Uniti, Lance Wade entrò nella RAF in Canada nel dicembre del 1940.
Dopo aver completato l'addestramento al volo andò in Medio Oriente nel settembre 1941, volando con uno Hurricane dalla portaerei Ark Royal a Malta, e proseguendo poi per l'Egitto il giorno seguente in idrovolante.
Una volta la, si unì al 33° Squadron, che volava con gli Hurricane, e ottenne la sua prima vittoria il 18 novembre 1941 abbattendo due caccia italiani CR 42.
Quando terminò il suo turno operativo, nel settembre 1942, il suo bottino ammontava a 12 aerei nemici distrutti.
Ritornò poi negli Stati Uniti per pochi mesi, ma nel gennaio del 1943 era di nuovo in Nordafrica e fu designato presso il 145° Squadron come capopattuglia.
Wade assunse il comando dell'unità appena pochi mesi dopo la sua promozione a maggiore.
A marzo il 145° Squadron sostitui i suoi Spitfire Mk V con gli Mk IX e poi, nel giugno seguente, passò agli Mk VIII Wade restò in carica fino al novembre 1943, quando fu promosso tenente colonnello e trasferito a un incarico presso lo stato maggiore della Desert Air Force.
Nel gennaio del 1944, durante un volo di routine su un Auster, l'aereo entro in avvitamento a bassa quota e si fracasso al suolo, uccidendo l'asso della caccia.
Al momento della sua morte, la lista di vittorie di Wade era di 22 aerei nemici distrutti individualmente (5 con gli Mk VIII 0 IX) e 2 in coppia, 1 probabilmente distrutto e 13 danneggiati in volo, più 1 distrutto e 5 danneggiati al suolo.
Fu il pilota di origine americana di maggior successo a compiere la sua intera carriera bellica nella RAF.
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MessaggioOggetto: Re: World War II - RAF Pilots   Dom Mag 18, 2008 12:10 pm

Flying Officer Hollis "Holly" Hills
Il primo velivolo nemico ufficialmente accreditato a un Mustang Mk I è caduto per mano di un pilota americano in servizio nella RAF, il tenente Hollis "Holly" Hills, durante una missione di protezione dello sbarco di Dieppe.
Pilota civile negli anni trenta, Hills era entrato nella Royal Canadian Air Force (RCAF) nel giugno del 1940 ed era stato assegnato al 414° Squadron, servendo inizialmente sui P-40 Tomahawk.
Il resoconto del combattimento riportato qui di seguito fu pubblicato per la prima volta nell'estate 1990 su un numero del periodico dell'aviazione navale USA The Hook.
"Il 19 agosto 1942, una mattinata nera come la pece, il capitano Freddie Clark ed io, che dovevo fare la 'spola', decollammo da Gatwick per una missione di ricognizione da Abbeville (Francia) a Dieppe, allo scopo di controllare i movimenti delle truppe corazzate tedesche.
A meta strada circa, stare dietro all'aereo di Freddie divenne più semplice grazie al chiarore generato dai colpi dell'antiaerea e dai riflettori in azione su Dieppe, dove i Boston stavano attaccando le batterie pesanti (puntate contro i mezzi da sbarco britannici).
Non appena attraversammo la costa, però, il buio pressochè totate mi fece perdere di vista Freddie e dovetti portare a termine la missione da solo.
A terra non riuscivo a vedere nulla: ne strade, ne tracce di veicoli, niente di niente.
"La mia seconda missione della giornata aveva le stesse caratteristiche della precedente, ma stavolta toccava a Freddie fare la 'spola'; eravamo a caccia di truppe corazzate tedesche sulla strada per Dieppe.
Il tempo era soleggiato e in cielo non c'era neanche una nuvola.
A un paio di miglia dall'approdo identificai quattro Fw 190 alla nostra destra, a 450 metri circa.
La loro rotta e velocità li stava portando direttamente sopra di noi mentre attraversavamo la spiaggia.
Chiamai due volte Freddie, ma non ebbi risposta.
Quando Freddie virò a sinistra sotto di loro, incrociando la strada che costituiva il nostro obiettivo, tentai di inviargli un altro segnale radio, ma anche stavolta senza successo.
Una volta sopra il bersaglio, Freddie virò a destra per Abbeville, mettendoci così nella posizione ideale per essere attaccati dagli Fw 190.
Io feci una virata assai ampia alla sinistra di Freddie, sollevando la polvere dai camini di Abbeville.
Questo mi tenne al di sotto degli Fw, e credo anche al riparo dalla loro visuale.
Il mio piano era di tagliare fuori l'Fw 190 di testa prima che potesse aprire il fuoco su Freddie, ma uno Spitfire precipitò davanti a me e mi bruciò sul tempo, costringendomi perciò a spostarmi per evitare la collisione.
Ciò consentì al pilota dell 'Fw di mettersi in posizione di tiro e colpire il Mustang di Freddie.
Riuscii a sparare una raffica da lunga distanza contro l'apparecchio, ma dovetti allontanarmi sulla destra quando il suo numero due mi prese di mira.
Il nemico mi mancò e commise il grave errore di inclinarsi davanti a me sulla sinistra.
Era un bersaglio facile e non mi lasciai sfuggire l'occasione.
Il suo motore prese fuoco, e poco dopo il tettuccio si staccò.
Lo colpii di nuovo e lo vidi cadere in un bosco alla mia destra.
"La seconda coppia di Fw 190 era svanita, e cosi mi diressi a tutta velocità verso Dieppe, alla ricerca del Mustang di Freddie.
Lo vidi diretto verso la baia a 300 metri, con una scia di glicole dietro di sè e l'Fw di testa alle sue spalle.
Il pilota dell 'Fw iniziò a scivolare in coda a Freddie e così gli sparai contro una breve raffica, peraltro assai angolata, per attirare la sua attenzione.
Egli si gettò immediatamente a sinistra per attaccarmi e il duello che ne segui mi parve eterno.
Riuscivo a staccarlo in virata, guadagnando lentamente terreno, ma non appena arrivavo in posizione di tiro lui si staccava a sua volta e stringeva improvvisamente all'interno, usando la superiore potenza del suo motore BMW.
Tornò su di me non appena mi diressi verso la costa e riprendemmo un'altra volta la nostra gara di virate.
"Approfittando di una delle pause dell'Fw 190, riuscii a guadagnare la massima velocità col mio Mustang, fuggendo verso la costa in direzione di Dieppe.
L’Fw 190 non mi seguì.
Non c'era alcuna traccia di Freddie, e fui fortunato a scansare il fuoco dell'antiaerea mentre attraversavo la baia.
A meta della Manica volai direttamente sotto un gruppo di Ju 88 e Bf 109 di ritorno da un attacco su Southampton.
Ci ignorammo a vicenda e il resto del mio viaggio non registrò altre emozioni. Quella sera, alla mensa, l'atmosfera era cupa.
Freddie era disperso (la nostra unica perdita), ma le altre unita di Mustang avevano subito gravi perdite.
Me ne andai a dormire, e l'indomani, più o meno alle cinque, la mia porta si spalancò di botto.
Fui stretto in un possente abbraccio da qualcuno che puzzava spaventosamente di alghe: era Freddie.
Dopo essere riuscito ad ammarare nel porto di Dieppe, era stato recuperato privo di sensi da un coraggioso soldato delle truppe anfibie.
Con Freddie come testimone, l'abbattimento del mio Fw 190 fu confermato, regalando a me e ai Mustang del 414° Squadron la nostra prima vittoria.

Tratto da Aerei Militari
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