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World War II - Japanese Pilots

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MessaggioOggetto: World War II - Japanese Pilots   Dom Mag 11, 2008 10:05 am

Hiroyoshi Nishizawa

Hiroyoshi Nishizawa diventò famoso solo dopo la sua morte, grazie alla testimonianza del suo camerata Saburo Sakai.
Per un certo periodo, infatti, risultò essere l'asso di punta dell'aviazione navale giapponese.
Nato il 27 gennaio 1920 nella Prefettura di Nagano, Nishizawa era figlio del direttore di una distilleria di sakè.
Si arruolo in marina nel giugno 1936 dopo aver visto un manifesto di reclutamento, mentre ancora lavorava in una fabbrica tessile.
Il suo sogno di gioventù di diventare un pilota si realizzò quando completò l'addestramento al volo nel marzo 1939.
Quando ebbe inizio la guerra nel Pacifico, Nishizawa stava pilotando i "Claude" Tipo 96 con il Gruppo aereo di Chitose nelle Isole Marshall, e cosi lo seguì a Rabaul, dove nel febbraio 1942 entrò a far parte del 4° Gruppo aereo.
Nishizawa riportò la sua prima vittoria il 3 febbraio 1942 sui cieli di Rabaul, mentre era ancora ai comandi dell'ormai obsoleto "Claude".
Quando in aprile giunsero a Rabaul alcuni elementi del Gruppo aereo di Tainan provenienti dalle Indie Olandesi, Nishizawa fu trasferito alla 2a Squadriglia, dove si ritrovò in compagnia del sergente Saburo Sakai. Quest'ultimo istruì quel tipo solitario smunto e malaticcio, assieme al sottocapo Toshio Ota, e insieme i tre divennero famosi come "Trio Repulisti".
Nishizawa imparò presto a padroneggiare l'arte del duello aereo, riportando la prima vittoria (su un P-39) con il Gruppo aereo di Tainan il 10 maggio sui cieli di Port Moresby.
Il giorno dopo i suoi cannoni falciarono due P-40; gli avversari americani del gruppo durante il mese di maggio erano il 35° e 36° Figher Squadron dell'USAAF.
Il giorno di maggior gloria di Nishizawa fu il 7 agosto 1942, quando durante una missione di scorta a bombardieri a lungo raggio su Guadalcanal, abbattè sei F4F del VF-5 nel suo primo scontro con i caccia di una portaerei.
Pur avendo riportato dei danni, il grande asso degli A6M ritornò incolume alla base.
In novembre, i piloti superstiti del Gruppo aereo di Tainan furono trasferiti al 251°.
I pochi sopravvissuti ai combattimenti di Guadalcanal erano ormai tenuti in grandissima considerazione dall'aviazione navale giapponese.
Il 14 maggio 1943, 33 Zero scortarono 18 bombardieri "Betty" inviati a colpire un convoglio nella Baia di Oro.
A essi si oppose il 49° Fighter Group, formato da tre squadriglie di P-40.
Nell'aspro scontro che ne segui, Nishizawa vantò l'abbattimento di un Warhawk, più altri due "probabili", oltre a registrare la sua prima vittoria su un P-38.
In totale l'aviazione navale giapponese si attribuì 15 vittorie, ma l'unica perdita realmente subita dagli americani fu un P-38 solitario, appartenente al 9° Fighter Squadron.
Era inevitabile che prima o poi Nishizawa dovesse misurarsi con il Corsair F4U dalle ali a gabbiano , probabilmente il miglior caccia che avesse mai solcato i cieli di quella regione, cosa che avvenne sopra le isole Russell il 7 giugno 1943, quando 81 Zero affrontarono i caccia dei Marines e quelli neozelandesi.
Nell' azione andarono perduti quattro Corsair del VMF -112, anche se tre dei piloti si salvarono; in quella missione Nishizawa distrusse un F4U e un P-40 neozelandese.
Per il resto dell' estate del 1943 egli combattè varie battaglie diurne con i Corsair e i P-40 nelle zone di Rendova e Vella La Vella, con il primo di questi due caccia come il suo più strenuo avversario.
"Il Diavolo" incrociò le spade con i Marines dei VMF-121, -122, -123, -124 e -221, ma nessuno riuscì ad abbatterlo.
Questa azione gli valse l'ambito dono di una spada cerimoniale da parte dell'ammiraglio Jinichi Kusaka, comandante dell'Undicesima Flotta Aerea.
In settembre il 251 ° Gruppo aereo fu impiegato come unità da caccia notturna, e il sergente Nishizawa fu trasferito al 253°, di base al campo d'aviazione di Tobera (Rabaul).
Rimase nella nuova unità soltanto per un mese, tuttavia, poichè in ottobre riceve l' ordine di rientrare in Giappone per prestare servizio come istruttore, nell'ambito degli sforzi dell'aviazione navale giapponese di fare fronte alla propria carenza di effettivi.
Il mese dopo fu promosso capo di seconda classe.
Nishizawa odiò quell'incarico fin dall'inizio, sentendosi poco più di una balia asciutta.
Aveva ben poca pazienza con i suoi allievi, molti dei quali solo tre anni prima sarebbero stati scartati per l'addestramento al volo, e così, dopo aver inoltrato ripetute richieste di rientrare in servizio attivo, fu trasferito al 201 ° Gruppo aereo nelle Filippine, giusto in tempo per pren¬ere parte al contrattacco contro la flotta americana.
Il primo attacco kamikaze coronato da successo si verificò il 25 ottobre 1944, quando il tenente di vascello Yukio Seki e altri quattro piloti attaccarano le portaerei americane nel Golfo di Leyte.
Il capo di seconda classe Nishizawa ebbe un ruolo fondamentale in quella missione, guidando i quattro caccia di scorta che avevano aperto un varco per gli aerei di Seki e abbattendo due Hellcat di pattuglia.
In seguito disse ai suoi compagni che presto sarebbe morto, e pertanto chiese di essere assegnato a una missione kamikaze, cosa che fu immediatamente respinta per via del suo valore come pilota da caccia.
Il 26 ottobre Nishizawa salì a bordo di un bombardiere del 1021° Gruppo da trasporto della marina e lasciò l'isola di Cebu diretto a Mabalacat (nei pressi di Clark Field) per recuperarvi qualche Zero di rimpiazzo.
L'aereo da trasporto inviò un disperato SOS, ma non giunse mai a destinazione e non se ne seppe più nulla.
Si dovette attendere il 1982 perchè venissero chiarite le circostanze della morte di Nishizawa.
Il velivolo era stato intercettato tra Puerta Gallera e Calapan, verso la punta settentrionale dell 'isola di Mindoro, da due Hellcat del VF -16 sulla via di ritorno verso la propria portaerei.
"Stavo volando sotto un sottile strato di nubi, mentre il mio compagno era al di sopra", riferì il pilota dell'F6F Harold P. Newell.
"L'aereo sbucò fuori dalle nuvole leggermente alla mia destra, mentre stava virando a sinistra. Si trovava a breve distanza e io aprii il fuoco. Dopo qualche breve raffica il motore sinistro e la sezione interna dell'ala s'incendiarono.
L'aereo andò giù in una spirale a sinistra sempre più stretta e io continuai a sparare finche la fusoliera non cominciò a perdere pezzi e le fiamme aumentarono".

Il sottotenente di vascello Harold P. Newell venne accreditato dell'abbattimento di un velivolo che lui identifico come uno "Helen", vale a dire un bombardiere bimotore AEG Ki-49 che, in quella fase della guerra, era talvolta utilizzato dall'aviazione navale giapponese come aereo da trasporto.
L'apparecchio di Nishizawa non era un DC-3, come invece riportato in altre fonti.
Hiroyoshi Nishizawa ebbe una promozione postuma di due gradi a sottotenente di vascello e si guadagnò una menzione d'onore.
Secondo quanto riferito dal "Proclama n° 172 a tutte le unità della Flotta", aveva ottenuto un bottino personale di 36 vittorie e due aerei danneggiati durante il suo servizio con il 201°.
Poco prima della sua morte, Nishizawa aveva detto al suo ultimo comandante, il contrammiraglio Harutoshi Okamoto, di aver riportato 86 vittorie; dopo la guerra gliene furono attribuite anche 147 , ma si trattava di pure fantasie.
Nel maggio 1982, Harold P. Newell incontrò e strinse la mano al maestro di Nishizawa, Saburo Sakai, nel corso di un convegno in California.

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MessaggioOggetto: Re: World War II - Japanese Pilots   Dom Mag 11, 2008 10:06 am

Sadamu Komachi

Con una statura di più di un metro e ottanta, Sadamu Komachi era uno dei piloti più alti dell'aviazione navale giapponese, e le sue audaci imprese furono frequentemente citate nei giornali della sua regione, rendendolo famoso. Nacque nella Prefettura di Ishikawa nell'aprile del 1920, e si arruolò in marina quando compì 18 anni.
Komachi cominciò la sua carriera di pilota da caccia dopo aver conseguito il brevetto alla scuola di volo nel giugno 1940, ottenendo come primo incarico di prestare servizio sulla portaerei Shokaku.
Nel primo giorno delle ostilità effettuò una missione di copertura aerea sulla flotta d'attacco a Pearl Harbour.
Durante la Battaglia del Mar dei Coralli nel maggio 1942, Komachi registrò le prime vittorie, abbattendo due Wildcat F4F (uno dei quali in coppia) e un bombardiere.
Sempre un Wildcat fu a un passo dall'ucciderlo il 24 agosto, nel corso di uno scontro con gli F4F del VF-6 sopra Guadalcanal, durante la Battaglia delle Salomone Orientali.
Avendo individuato la sua preda sotto di lui, Komachi si era gettato in picchiata a caccia della sua vittoria.
Tuttavia, un secondo Wildcat pilotato dal tenente Albert Vorse gli si era portato in coda, aprendo il fuoco.
Colto di sorpresa, il pilota giapponese era scampato a morte certa effettuando col suo Zero un selvaggio e incontrollabile avvitamento per circa 1.800 metri. Talmente ingannato da quella manovra disperata , Vorse rivendicò la propria vittoria (la quinta di un probabile bottino di 11,5), permettendo cosi a Komachi di scampare al suo destino.
Durante quel combattimento Komachi aveva consumato molto prezioso carburante, e sulla strada del ritorno rimase a secco, per cui fu costretto a compiere un ammaraggio.
Il pilota si era ormai rassegnato a morte certa aggrappandosi a una tanica di benzina galleggiante, ma un cacciatorpediniere lo trasse in salvo nella notte individuandolo con i riflettori illuminanti.
Rabaul (nota come la "tomba dei piloti da caccia") fu il successivo incarico operativo di Komachi, che volò per breve tempo con il204° Gruppo aereo prima di trasferirsi al 253°, presso l'aeroporto di Tobera.
Mentre si trovava li divenne uno specialista nell'uso delle bombe a scoppio aereo (Ta-Dan) contro le formazioni di B-24.
La notte fra il 18 e 19 febbraio 1944, Rabaul e le zone circostanti vennero attaccate da cinque cacciatorpediniere americani (Farenholt, Buchanan, Landsdowne, Lardner e Woodworth) del 12° Destroyer Squadron.
Procedendo in linea di fila, le unità bombardarono numerosi obiettivi e lanciarono 15 siluri contro le navi ancorate nella baia di Keravia.
Le batterie costiere di Rabaul, concepite per sparare a corta distanza e prevenire eventuali tentativi di sbarco, rimasero mute, e cosi il sergente Komachi, livido di rabbia per l'incapacità di rispondere al fuoco, si offrì volontario per attaccare il nemico.
Uno Zero solitario si levò in volo nella notte, armato con due bombe da 60 kg. Luci rossastre allargo della costa segnalavano la posizione del convoglio americano, mentre i bagliori dei cannoni dei vascelli potevano essere visti dalla riva come dalle alture circostanti.
Al largo di Kotopo, l'audace pilota cominciò a mitragliare a volo radente, senza che le navi rispondessero al fuoco.
Fu soltanto quando Komachi sganciò le sue bombe (che mancarono il bersaglio) che le batterie contraeree dei cacciatorpediniere risposero rabbiosamente.
Komachi effettuò ripetuti passaggi a bassa quota, e poi ritornò alla base dopo aver esaurito la sua scorta di munizioni.
Ecco il suo rapporto: "Ho attaccato i cacciatorpediniere, investendo tre delle quattro unità con fuoco di piccolo e medio calibro.
Li ho inseguiti fin fuori la baia".
In realtà le navi avevano subito ben pochi danni, poichè le fiamme che aveva scorto sui cacciatorpediniere erano state causate dai teloni protettivi dei cannoni che si erano incendiati.
In pratica, nella fretta di rispondere al fuoco, gli artiglieri delle navi avevano semplicemente sparato attraverso i teloni!
Quando il grosso del 253° Gruppo aereo fu ritirato a nord verso Truk il 19 febbraio 1944, Komachi lo seguì e continuò da quella base la sua lotta personale contro i B-24 usando le bombe a scoppio aereo.
Fu allora che ricevette il raro onore di una menzione da parte dei suoi superiori per le sue qualità tecniche.
Il 19 giugno 1944 quindici Zero, al comando del capitano di corvetta Harutoshi Okamoto, lasciarono Truk per Guam, nelle Marianne.
All'insaputa dei piloti dei caccia, che si trovavano a corto di carburante, il campo d'aviazione di Orote aveva appena subito un'incursione da parte degli aerei delle portaerei americane.
La pattuglia di Zero in avvicinamento fu scorta dagli F6F, che invertirono la rotta e li attaccarono a bassa quota.
In un faccia a faccia con il guardiamarina Wendell Twelves del VF-15 a poco più di 60 metri di quota, Komachi fu colto di sorpresa e il motore del suo Zero venne colpito.
Dopo aver compiuto col suo apparecchio in fiamme un ammaraggio da manuale, il pilota riporto gravi ustioni al volto e al corpo, ma riuscì nell'impresa di nuotare verso riva, facendo poi ritorno in Giappone a bordo di un sommergibile.
Lo Zero di Komachi fu uno dei due abbattuti dal guardiamarina Twelves, le sue prime vittorie di guerra.
Il pilota di quell’ Hellcat ne avrebbe riportate altre 11.
Tornato in patria, Komachi prestò servizio col Gruppo aereo di Yokosuka fino al termine della guerra ... e anche qualche giorno dopo.
Il 18 agosto 1945 partecipò alla seconda missione di intercettazione di B-32 Dominator del 386° Bomber Squadron nei cieli di Tokyo, danneggiando il velivolo pilotato dal tenente John R. Anderson.
Anche se sotto l'aspetto del diritto internazionale l'attacco al B-32 era legale (il Giappone si trovò tecnicamente in guerra fino alla firma dei documenti ufficiali di resa, il 2 settembre 1945), Komachi temè la rappresaglia alleata, e si nascose finchè le forze d'occupazione americane non abbandonarono il suo paese.
Il sottocapo Sadamu Komachi aveva volato per circa 2.500 ore nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ingaggiando oltre 180 duelli, compiendo due atterraggi d'emergenza e venendo abbattuto una volta.
I suoi camerati gli attribuirono più di 40 vittorie, mentre secondo i suoi calcoli Komachi ne aveva riportate "la metà".

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MessaggioOggetto: Re: World War II - Japanese Pilots   Dom Mag 11, 2008 10:07 am

Takeo Okumura
Durante la Guerra del Pacifico furono ben pochi i piloti di caccia a divenire "due volte asso in un solo giorno", e di questa gruppo scelto fece parte anche Takeo Okumura, le cui dieci vittorie dichiarate lo classificavano a pari merito con il grande asso della marina statunitense, il capitano David McCampbell, che deteneva il primato americano di nove aerei distrutti e due danneggiati.
Questo straordinario asso dell'aviazione navale giapponese nacque nella Prefettura di Fukui nel febbraio 1920.
Si arruolò in marina a Kure nel giugno 1935, e avendo optato per la carriera di aviatore, fu selezionato per la scuola di volo nel febbraio 1938.
Okumura superò il corso nel settembre dello stesso anno.
Giunto in Cina giusto in tempo per partecipare alle ultime azioni aeree del conflitto, Okumura si comportò egregiamente fin dal principio.
Il 7 ottobre 1940 sette Zero A6M2 del 14° Gruppo aereo scortavano 27 bombardieri G3M "Nell" inviati a compiere un'incursione su Kunming.
Giunti nei pressi dell'obiettivo i caccia biplani CAF I-I5 tentarono di intercettare i "Nell", ma gli Zero si sbarazzarono in fretta di loro, abbattendone 13 nel giro di pochi minuti.
Okumura fu accreditato della distruzione di quattro di quei velivoli in quello che era stato il suo primo combattimento.
Come dimostrò chiaramente questa missione, il nuovo Zero era ampiamente superiore a qualunque cosa i cinesi potessero vantare nel loro arsenale, e l'opposizione dei loro caccia cessò quasi del tutto con l'introduzione degli A6M2 nell'agosto 1940.
Comunque le quattro vittorie di Okumura del 7 ottobre furono le sole del ventenne pilota nella Guerra di Cina.
Rientrato in Giappone, diede poi una mano ad addestrare i piloti fino al luglio 1942, quando venne assegnato alla portaerei Ryujo.
Fu nelle Salomone che Okumura divenne un maestro nell'arte del duello aereo. Il 24 agosto stava scortando degli aerosiluranti inviati ad attaccare le navi americane a Guadalcanal, quando la sua formazione fu intercettata dai Wildcat comandati dal leggendario asso, il capitano Marion Carl del VMF-223.
Ne scaturì un aspro scontro e Okumura rimase separato dalla sua formazione, che una volta rientrata sulla Ryujo lo diede per disperso, sebbene poi egli riuscì a ritornare sano e salvo; Carl riportò quattro vittorie (delle 18,5 complessive) durante quell' azione.
Quando terminò il primo turno operativo di Okumura nelle Salomone, questi aveva conseguito 14 vittorie ufficialmente riconosciute.
Ritornò in Giappone in dicembre, ma fu rispedito al fronte nel luglio 1943 in forza al 201 ° Gruppo aereo, dislocato presso la base di Buin.
L'impresa delle dieci vittorie di Okamura si verificò il 14 settembre durante un massiccio attacco alleato a Buin.
Per contrastarlo, i giapponesi schierarono più di 200 Zero del 201° e 204° Gruppo aereo, e nel corso di tre distinte missioni in quella giornata, Okumura abbatte un F4U, un B-24 (in coppia), due P-40, cinque Hellcat F6F e uno SBD. Dopo la battaglia, l'ammiraglio Jinichi Kusaka, comandante dell 'Undicesima Flotta Aerea di Rabaul, premiò l'asso con una spada cerimoniale per essersi distinto in azione.
Con sua somma frustrazione, le vittorie individuali non venivano più registrate in seguito a una direttiva della marina emanata nel giugno 1943, anche se la sua impresa fu considerata ufficiosamente il più alto risultato mai raggiunto in azione da un pilota dell'aviazione navale giapponese.
Otto giorni dopo Okumura non fece più ritorno da una missione di scorta a dei bombardieri inviati contro un convoglio avvistato nei pressi di Capo Cretin, nella Nuova Guinea.
I 35 Zero decollati furono attaccati dai P-38 (del 432° Fighter Squadron) e dai P-40 (del 35° Fighter Group).
Il secondo capo Takeo Okumura fu di conseguenza segnalato per una promozione di due gradi per il suo eccezionale primato personale, ma non se ne fece poi nulla.

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MessaggioOggetto: Re: World War II - Japanese Pilots   Dom Mag 11, 2008 10:07 am

Shigetoshi Kudo
Shigetoshi Kudo fu un pioniere dei piloti da caccia notturna dell'aviazione navale giapponese, che contribuì non poco a sviluppare delle efficaci tecniche per contrastare i bombardieri nel Pacifico meridionale.
Nato da una famiglia contadina della Prefettura di Oita nel febbraio 1920, entrò in Marina nel 1937.
Il modo in cui divenne uno dei più importanti piloti da caccia fu forse poco appariscente, dal momento che il suo primo incarico nell'aviazione di marina fu come meccanico.
Divenuto un aviatore, venne addestrato come pilota ricognitore e nell' ottobre 1941 fu assegnato al Gruppo aereo di Tainan, col quale prese parte ai combattimenti nelle Filippine e nelle Indie Orientali.
Alle prime luci dell' alba del 29 agosto 1942, dei B-17 partiti da Port Moresby compirono un'incursione su Rabaul, e in qualche modo Kudo riuscì a portarsi sulla formazione col suo velivolo da ricognizione C5M Tipo 98 "Babs" e a rivendicare l'abbattimento di un bombardiere, più un secondo velivolo "probabile", grazie all'uso di una bomba a scoppio aereo.
Queste incursioni notturne avevano lo scopo di togliere ai difensori giapponesi quel sonno di cui avevano cosi tanta necessità, più che di distruggere obiettivi importanti (la precisione dei bombardamenti era decisamente scarsa).
Gli equipaggi dei bombardieri alleati consideravano queste uscite come
missioni "di tutto riposo", dal momento che il fuoco antiaereo era poco preciso e in quella zona non c'erano caccia notturni.
Il primo efficace caccia notturno di stanza a Rabaul fu il ricognitore veloce a lungo raggio J1N1 Gekko ("Irving").
Era equipaggiato con due cannoncini da 20 mm, uno dorsale e l'altro ventrale, che furono inizialmente bollati come ridicoli dagli ufficiali del comando supremo della marina, i quali si opposero strenuamente a questa trovata.
Il contrammiraglio Yasuna Kozono, vicecomandante del Gruppo aereo di Tainan e sostenitore di quel tipo di armamento, persistette tuttavia nel tentativo, e quando il primo Gekko giunse a Rabaul il 10 maggio 1943, il secondo capo Shigetoshi Kudo ricevette l' ordine di collaudarlo in azione.
Undici giomi dopo, alle 3.20, Kudo riportò la prima vittoria di un caccia notturno Gekko sopra Rabaul, quando lui e il suo navigatore, il sottotenente di vascello Akira Sugawara, si imbatterono nel B-17E 41-9244 del 64° Bomber Squadron, pilotato dal maggiore Paul Williams.
Scivolando sotto la "Fortezza Volante" senza essere stato individuato, Kudo colpi la pancia del bombardiere con effetti devastanti.
"Udii una grossa deflagrazione, seguita da una serie di esplosioni minori. L'aereo s'inclinò a sinistra e vibrò ... ", ricordò in seguito il sergente maggiore Gordon Manuel, unico sopravvissuto a quell'evento.
Ma per Kudo e Sugawara la notte non era ancora finita, in quanto si imbatterono in un altro B-17 alle 4.08, non riuscendo però a mettersi in una buona posizione di tiro.
Venti minuti dopo, Kudo si portò col suo velivolo sotto un altro B-1 7 del 64° Bomber Squadron (il numero 41-9011) e lo mandò giù in fiamme.
Per abbattere i due B-17 il secondo capo Kudo aveva sparato 178 colpi.
Il "folle piano" elaborato dal contrammiraglio Kozono si era rivelato pienamente efficace.
Nel corso del mese di giugno, il secondo capo Kudo distrusse un totale di cinque B-1 7 in missioni notturne, tra cui una vittoria doppia ottenuta il 26 giugno; di tutti gli equipaggi l'unico sopravvissuto fu il sottotenente Jose Holguin del B-17 numero 41-2430 del 64° Bomber Squadron, che si paracadutò in territorio giapponese e venne fatto prigioniero.
L'ultima vittoria notturna riconosciuta di Kudo avvenne il 7 luglio 1943, quando abbattè un Hudson sopra l'aeroporto di Buin.
Il mese successivo il ventitreenne "falco della notte" fu premiato con una spada cerimoniale dall'ammiraglio Junichi Kusaka, comandante dell'Undicesima Flotta Aerea di Rabaul, a riconoscimento del suo eccellente stato di servizio.

In un primo momento gli americani crederono che le loro perdite notturne fossero dovute a ragioni operative, ma non ci volle molto per capire che la responsabilità era dei caccia notturni dell 'aviazione navale giapponese.
Di conseguenza l'USAAF passò dagli attacchi notturni a quelli diurni, spiazzando completamente i Gekko.
In seguito a questa cambiamento tattico Kudo fece ritorno in Giappone nel febbraio 1944, venendo assegnato al Gruppo aereo di Yokosuka.
Rimase gravemente ferito in un incidente d'atterraggio nel maggio 1945, quando era ancora in servizio con la sua unità; le ferite riportate posero per sempre fine alla sua carriera bellica, e nel 1960 Kudo morì in seguito alle complicazioni derivanti dal suo vecchio incidente.
Il guardiamarina Shigetoshi Kudo aveva riportato nove vittorie ufficialmente riconosciute, che gli erano valse il nomignolo di "Re della Notte" per la sua abilità al calar delle tenebre.
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MessaggioOggetto: Re: World War II - Japanese Pilots   Dom Mag 11, 2008 10:08 am

Toshiaki Honda
Oltre che il fedele gregario di Saburo Sakai, Toshiaki era anche un personaggio all'interno del Gruppo aereo di Tainan.
Quando non volava le sue stramberie rappresentavano per i suoi camerati una parentesi comica nelle miserabili condizioni di vita ai tropici.
Era nato nella Prefettura di Fukuoka nel 1919, e prima di arruolarsi in Marina aveva lavorato come bigliettaio su un tram cittadino.
Honda fu ammesso alla scuola di volo e conseguì il brevetto nel giugno 1940. Entrò a far parte del Gruppo aereo di Tainan e compì la sua prima missione operativa nel corso dell'attacco su Clark Field dell'8 dicembre 1941, in qualità di terzo pilota della pattuglia di Saburo Sakai e lchio Yokogawa.
Nello scontro ivi avvenuto con i P-40 del 21 ° Pursuit Squadron, Honda non ottenne nemmeno una vittoria.
Dopo l'assalto alle Filippine, il Gruppo aereo di Tainan toccò le Indie Orientali, per poi trasferirsi nella base avanzata di Rabaul.
Giunto sul posto, il Gruppo prese ad alternarsi tra Rabaul e Lae.
Durante il periodo trascorso in quest' ultimo campo il morale dei piloti peggiorò enormemente per via della pessima qualità dei pasti e delle discriminazioni tra ufficiali e sottufficiali.
Honda, che aveva fama di essere uno scroccone, fu debitamente istruito da Sakai a saccheggiare la cucina della mensa ufficiali, per portare del cibo ai suoi camerati.
Il successo dell'impresa fu presto seguito dalla solita disattenzione, e Honda fu colto sul fatto e picchiato da un adirato ufficiale, che si fermò soltanto quando Sakai gli sparò un colpo di pistola, un atto punibile con la corte marziale. Convocato dal contrammiraglio Yasuna Kozono, Sakai spiegò i motivi delle sue azioni e delle lamentele degli uomini:
l'incidente fu incredibilmente "dimenticato" e migliorò notevolmente la qualità della mensa!
Pur non essendo un pilota dotato di talento, Honda era piuttosto aggressivo, e il 17 aprile 1942 rivendico l' abbattimento di tre P-40 sopra Port Moresby.
Agli altri diceva sempre: "Finchè volerò con Sakai, non verrò mai abbattuto!"
Il 13 maggio il capo di seconda classe Watari Handa, appena arrivato all'unità, chiese a Sakai di "prestargli" Toshiaki Honda per effettuare un'incursione sull'aeroporto di Port Moresby.
Nonostante le proteste di quest'ultimo, Sakai ordinò al suo compagno di andare, e proprio sopra l'obiettivo la pattuglia degli Zero si imbattè in sette P-39 del 36° Fighter Squadron.
Il capitano Paul G. Brown e il tenente Elmer F. Ghram presero Honda in un fuoco incrociato e lo Zero esplose, uccidendo il pilota.
In onore al suo spirito combattivo, Toshiaki Honda ottenne il raro privilegio di una promozione postuma di due gradi fino a quello di sergente.
Nella sua citazione fu scritto che aveva preso parte a 47 missioni, con un bottino di cinque vittorie personali e 18 in coppia.

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MessaggioOggetto: Re: World War II - Japanese Pilots   Dom Mag 11, 2008 10:09 am

Junichi Sasai
Junichi Sasai si guadagnò l'appellativo di "Richthofen di Rabaul", e pur avendo preso parte ai combattimenti solo per un breve periodo di tempo, la sua fama di grande asso di caccia è giunta fino ai giorni nostri.
Nato il 13 febbraio 1918 a Tokyo da un capitano della marina, il giovane Junichi era stato da sempre destinato a intraprendere la carriera sui mare non appena avesse raggiunto la maggiore età.
La sua infanzia fu segnata da una cattiva salute, ma regime di duri esercizi fisici e di diete migliorò la sua salute giovanile, e quando entro alla scuola superiore, Junichi era ormai sufficientemente sano da ottenere la cintura nera di Judo; i suoi notevoli successi scolastici gli valsero l'accettazione nell'Accademia Navale di Etajima.
Sasai si diplomò nel 1939 e fu nominato guardiamarina.
Avviò il suo addestramento al volo e completò il corso nel novembre del 1941; il suo spirito tenace gli valse il soprannome di "galletto da combattimento". Quando il Giappone entrò in guerra, il mese dopo, Sasai era in forza al Gruppo aereo di Tainan.
Con quest'ultimo prese parte all'incursione su Luzon (nelle Filippine) il 10 dicembre, ma un guasto al motore lo costrinse a rinunciare.
Dopo la vittoria nelle Filippine, il Gruppo aereo di Tainan entrò spesso in azione nelle Indie Orientali, dove fornì supporto aereo alle truppe di terra. Sasai fece registrare la sua prima vittoria il 2 febbraio 1942 sopra Maospati, sull'isola di Giava, quando distrusse un Buffalo olandese.
Sedici giorni dopo abbattè un P-40E del 17° Fighter Squadron con soltanto 280 colpi di mitragliatrice.
Il Gruppo aereo di Tainan si spostò a Rabaul nell'aprile 1942, andando incontro a una riorganizzazione generale, con ufficiali, equipaggiamento e piloti nuovi. Il sottotenente di vascello Sasai ottenne meritatamente il comando della 2a Squadriglia, e i suoi piloti si alternarono tra Rabaul e la loro base avanzata di Lae.
Tra i ranghi della 2a Squadriglia c'erano molti sottufficiali piloti esperti, tra cui il sergente Saburo Sakai.
Questi rimase molto impressionato dal suo nuovo comandante, e dal fatto che a differenza degli altri ufficiali dimostrasse un vero attaccamento nei confronti dei suoi uomini.
Affinchè potesse vivere il più a lungo possibile, Sakai istrui personalmente il giovane sottotenente nell'arte del duello aereo, e quando Sasai prese confidenza con la mira, divenne un pilota di prima grandezza.
Il 4 maggio 1942 dimostrò la sua abilità affrontando una squadriglia di tre P-39 e li abbatte tutti in meno di 20 secondi.
Sasai continuò a riportare vittorie a ripetizione, ottenendo il suo primato personale di cinque in un solo giorno il 7 agosto 1942, sopra Guadalcanal.
La sua gioia fu temperata dalla grave ferita riportata dal suo mentore, Saburo Sakai, nel corso della stessa missione, e prima che quest' ultimo fosse rispedito in Giappone, Sasai gli diede un ricordo personale: una fibbia di cintura speciale, a forma di tigre, che lui diceva l'avrebbe protetto da ulteriori infortuni.
Il 26 agosto Sasai guidò una formazione di nove aerei con l'incarico di proteggere i bombardieri "Betty" inviati a colpire Henderson Field, a Guadalcanal.
Una volta sull'obiettivo la formazione subì l'attacco di dodici Wildcat del VMF-223, guidati dai maggiori John L. Smith e Rivers J. Morrell.
Sasai non fece più ritorno da quella missione.
In una lettera alla sua famiglia prima di morire, Sasai si attribuì 54 vittorie, e affermò che sperava di battere il primato dell'asso della Prima Guerra Mondiale, il Barone Manfred yon Richthofen (80).
Secondo quanto riportato nel "Proclama n° 36 a tutte le unità della Flotta", Sasai aveva effettuato 76 missioni con il Gruppo aereo di Tainan, ottenendo ufficialmente 27 vittorie.
Per essersi distinto in servizio fu promosso di due gradi, raggiungendo quello di capitano di corvetta.

Tratto da Aerei Militari
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mik_re




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MessaggioOggetto: Re: World War II - Japanese Pilots   Mar Giu 24, 2008 2:50 pm


Capitano di Corvetta IYOZO FUJITA
Iyozoh FLljita fu uno dei due piloti di marina capace di abbattere dieci aerei nemici in un solo giorno.
Figlio di un medico e di una levatrice, vide la luce nella provincia di Shantung, in Cina, nel novembre del 1917.
Durante la scuola superiore maturò l'intenzione di avviarsi alla carriera in marina, e le sue attitudini scolastiche gli consentirono l'ammissione all'Accademia Navale di Etajima, classe 1938.
Il giovane guardiamarina completò l'addestramento aereo nel giugno 1940.
Quando i giapponesi attaccarono Pearl Harbour il 7 dicembre 1941, il sottotenente di vascello Fujita decollò dalla portaerei Soryu come capopattuglia della seconda ondata di caccia di scorta.
Mitragliò al suolo diversi obiettivi e il suo Zero venne colpito dal Fuoco nemico. In seguito, mentre si stava ricongiungendo ai suoi per il rientro, la sua formazione fu sorpresa da una squadriglia di P-36 o di P-40, e ne scaturì un selvaggio duello.
Sganciatosi dall'azione col suo Zero danneggiato, Fujita ricondusse i suoi uomini sulla portaerei, e subito dopo l'appontaggio si staccò un pezzo dal suo motore.
I piloti giapponesi salutarono il 1942 con un morale altissimo e una totale fiducia nei propri Zero.
A quei tempi un pilota di marina doveva avere al suo attivo tra le 50 e le 100 ore di volo, oltre a quattro o cinque appontaggi, per ricevere il brevetto di aviatore navale, e anche il più giovane dei piloti della flotta aveva alle spalle almeno 500 ore di volo.
Uno di quelli prescelti per Midway in virtù dei suoi precedenti successi fu proprio Iyozoh Fujita.
"Dopo Midway, molti piloti sopravvissuti furono distolti dal servizio attivo per divenire istruttori" si lamentò Fujita.
"Il trasferimento dei veterani dalle unità in prima linea ci fece perdere la nostra capacità combattiva.
In definitiva, le conseguenze sopportate dai nostri piloti furono spaventose, e credo che a Midway almeno il dieci per cento dei nostri veterani andò perduto."
L'incarico successivo del tenente di vascello Fujita fu come ufficiale di divisione sulla portaerei Hiyo.
Partecipò ai combattimenti nelle Salomone e a Guadalcanal, e nel novembre 1943 venne promosso comandante del 301° Gruppo aereo, agli ordini del capitano di fregata Katsutoshi Yagi.
In qualità di esperto pilota di prima linea, il tenente Fujita inoltrò ripetute richieste di miglioramento delle armi e dei congegni di mira, e anche se i costruttori ascoltarono i suoi suggerimenti, ben poche, se non addirittura nessuna, furono le modifiche effettivamente apportate.
Prima che terminasse il conflitto, il tenente Fujita prese parte alle battaglie di Iwo Jima, Formosa e alla difesa dell'arcipelago giapponese.
Terminò la guerra presso il campo d'aviazione di Fukuchiyama, attendendo quell'attacco finale degli americani che non si materializzò mai.
Il bottino finale del capitano di corvetta Fujita è difficile da stabilire, poichè gli storici gli assegnano 11 vittorie, mentre altre fonti gliene attribuiscono 42.
Il numero di aerei abbattuti confermati era di sette.
Dopo la guerra Iyozoh Fujita divenne un pilota delle linee aeree giapponesi, finchè non andò In pensione nel 1978.
Già presidente dell' Associazione piloti dei caccia Zero, è stato uno degli ospiti d'onore alla conferenza sulla Battaglia di Midway tenuta presso la Naval Air Station di Pensacola nel 1988.

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