Passione per il volo

passione per il volo
 
IndiceIndice  PortalePortale  GalleriaGalleria  FAQFAQ  CercaCerca  RegistrareRegistrare  ConnessioneConnessione  
 

Una Valigia Racconta

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
mik_re




Registrato il : 07/05/08
Messaggi : 606
Località : Reggio Emilia

MessaggioOggetto: Una Valigia Racconta   Lun Giu 30, 2008 8:44 pm

Buongiorno.
Mi chiamo Lara, sono una “samsonite" nera 60x25x40.
Mi scuso se approfitto di voi, ma ho bisogno di sfogarmi un po’!.
Avrei dovuto presentarmi con un aspetto migliore, senza graffi ed ammaccalure, ma ritengo che tutto questo aiuti meglio a capire il mio stato d'animo.
Quando sono stata acquistata sognavo cose incredibili.
Viaggi nelle terre più esotiche, soggiorni negli alberghi più lussuosi.
Ben presto mi sono dovuta rassegnare.
Sono passala tante volte dall'auto al bus e dal bus al treno (o vice versa) che ho perso il conto.
Una routine un po' secondaria per me, orgoglio del costruttore, robusta, leggera, capiente.
Poi alla noia si sono sostituiti i drammi.
E’ iniziato quando il mio proprietario ha comincialo a volare per ragioni di lavoro.
Partenze su allarme, corse convulse in taxi, ritorni a casa stivata di abiti sporchi e maleodoranti.
Non me lo aspettavo proprio.
Ma le delusioni più grosse le ho avute negli aeroporti, soprattutto durante l'ultimo viaggio.
All'inizio sembrava una scorribanda come le altre.
Roma-Atene e quindi Atene-Cairo.
Sì, perchè quel giorno non c'era il volo diretto tra la capitale italiana e quella egiziana.
Sono arrivata a Fiumicino in uno di quei giorni che lo scalo romano organizza come prova generale delle penitenze espiatrici del Purgatorio.
Una ressa spaventosa, lunghe file all'accettazione, bambini urlanti, l'altoparlante che gracchiava suoni inintellegibili.
I venti metri per arrivare di fronte all'impiegata sono stati una Via Crucis: spintoni, calci, colpi da tutte le parti.
L 'operazione è di per se semplice, ma l'impiegata Alitalia sembrava in vena di stranezze.
Prima ha disquisito a lungo su di un presunto eccesso di peso, poi ha consigliato il mio proprietario ad etichettarmi per Atene.
Si, perchè lo scalo greco non sembra molto sicuro ... e poi c'era tempo per il mio recupero ed una successiva accettazione.
Così, il lungo 'tapis roulant' mi ha convogliato nell'area smistamento bagagli in partenza.
Ho notalo che l'ambiente era stranamente deserto, ad eccezione di qualche finanziere con cane-lupo. Queste brave bestiole fiutano tutto e mostrano tale simpatia per alcuni bagagli che con mossa rapida ne aspergono l'esterno con una sostanza liquida che non può simulare una benedizione.
L 'assenza degli operai era peraltro spiegabile: ora di mensa.
Ogni bravo italiano, qualsiasi cosa stia facendo, vuole avere il pranzo nell'ora che più gli aggrada, cioè tra le 12,30 e le 13,30.
A Fiumicino coincide con il massimo traffico in arrivo e partenza.
Finalmente una mano pietosa mi scaraventa con poca grazia su di un carrello arrugginito e cigolante, uno di quelli che pochi mesi fa usciva scintillante dalla catena di montaggio.
Tornare in alto Andare in basso
mik_re




Registrato il : 07/05/08
Messaggi : 606
Località : Reggio Emilia

MessaggioOggetto: Re: Una Valigia Racconta   Lun Giu 30, 2008 8:45 pm

Poi la grande ammucchiata.
Nel giro di pochi minuti sopra di me si è creata una piramide di bagagli.
Meno male che sono robusta!
Ma vi avrei fatto vedere le forme assunte dalle borse da viaggio.
Sembravano sculture futuriste.
Poi il lento muoversi in direzione dell'aereo, dove una squadra di operai attendeva l'arrivo del carico con aria svogliala e diffidente.
Hanno cominciato dall'ultimo carrello e sono giunti fino al mio.
Attendevo di essere infilata a forza nella stiva buia ed inospitale, ma nessuno mi ha toccata.
Anzi. assieme ad una decina di compagni di sventura sana rimasta ancora ad attendere sotto il sole di Roma.
Improvvisamente il carrello si è mosso e ci ha riportato pigramente nella zona smistamento bagagli.
Solo più tardi ho capito il perchè:
tra Roma ed Atene pare ci sia un così alto quantitativo di bagagli in ritardo dai precedenti voli che una persona su tre è matematicamente sicura di poter reperire il proprio solo il giorno dopo, se tutto va bene.
Ho provalo ad immaginare la disperazione del mio proprietario quando si sarebbe posto con inutile pazienza davanti al nastro riconsegna bagagli di Atene.
Ma non ci potevo fare niente.
E’ passato un intero giorno.
Ho oziato osservando il gran numero di bagagli non spediti che mi circondavano.
Finalmente un impiegalo dall'aria infastidita e con un gran fascio di PIR in mano mi ha scovata, mi ha esaminata, mi ha messo una nuova etichetta e mi ha fatta trasportare dentro un aereo libanese.
Mi sono sentita perduta,
Non vi descrivo l'angoscia di tre ore di volo verso un paese ancora diverso.
Poi, l'aria di Beirut ve la raccomando.
Appena scaraventala fuori dalla stiva ho potuto sentire in lontananza l'eco dei cannoneggiamenti e, più vicino, le raffiche di mitraglia.
Per fortuna la sosta è stata breve.
Un 'altra etichetta e via nella pancia di un velivolo egiziano.
Era la volta buona.
Ma era anche il secondo giorno di lontananza dal mio padrone.
L 'arrivo al Cairo non è stato particolarmente imitante.
Il caldo era molto forte ed ho temuto, seriamente, della mia compattezza.
Poi mani callose ed unghie sporche hanno tentato di aprirmi.
Per fortuna la serratura è robusta e la combinazione difficile, altrimenti avrei avuto un bel daffare a spiegare la sparizione di ciò che mi era stato affidato.
Il terzo giorno di sosta al Cairo è stato noioso.
Ho passalo un po' di tempo a sorbirmi le passeggiatine delle cimici e le carezze dei ratti nel deposito bagagli.
Poi, finalmente, una mano mi ha afferrato senza troppi complimenti e mi ha portato alla presenza di alcuni brutti ceffi.
Tra di loro, come in un miraggio, ho riconosciuto la fisionomia inconfondibile del mio proprietario.
Dopo una rude ispezione all'interno sono stata rinchiusa.
Ho riconosciuto subito il contatto familiare della mano padronale con la maniglia.
Una breve corsa in taxi, un passaggio di mano proprietario-boy-cameriera-proprietario ed eccomi finalmente nella camera rinfrescala da un rumoroso condizionatore.
Il mio faticoso ma insostituibile compito era terminato!.
Tratto da JP4, ottobre 1980
Tornare in alto Andare in basso

Una Valigia Racconta

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 su1

Permesso del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Passione per il volo :: Varie :: Argomenti Vari-